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Karak in Giordania

Karak in Giordania

Karak in Giordania

La città di Karak è la capitale e la città più grande del Governatorato, un tempo faceva parte del Regno di Gerusalemme, si trova a 140 km a sud di Amman sulla Strada dei Re. Un’antica fortezza dei crociati, è situata su una collina a circa 1000 metri sul livello del mare ed è circondata su tre lati da una valle. Karak ha una magnifica vista sul Mar Morto. E’ una città di circa 20.000 persone ed è stata costruita intorno al castello, continua a vantare una serie di edifici ottomani del 19° secolo ora restaurati. La costruzione del castello crociato iniziò negli anni 1140, sotto Pagan, il Crociato di Folco di Gerusalemme. I crociati lo chiamarono Crac des Moabiti o “Karak in Moab”, come viene spesso indicato nei libri di storia. Paganus era signore di Transgiordania e Karak divenne il centro del suo potere, in sostituzione del più debole castello di Montreal a sud. Grazie alla sua posizione a est del fiume Giordano, Karak è stato in grado di controllare i pastori beduini e le rotte commerciali per Damasco, Egitto e Mecca. I suoi successori, il nipote Maurizio e Filippo di Milly, hanno aggiunto torri e protetto i lati nord e sud, con due profondi fossati scavati nella roccia (il fossato meridionale che serviva anche come una cisterna). La caratteristica più notevole di architettura crociata superstite è la parete nord, in cui sono costruite immense sale da arcate su due livelli. Questi sono stati utilizzati per abitazione e stalle, ma servivano come galleria di combattimento con vista sul castello e riparo contro i colpi delle macchine d’assedio. Nel 1176 Rinaldo di Chatillon entrato in possesso di Karak dopo aver sposato Stefania di Milly, vedova di Umfredo III di Toron (e la cogniata di Humphrey II) attacò le carovane commerciali e tentò persino un attacco alla Mecca. Nel 1183 Saladino assediò il castello in risposta agli attacchi di Rinaldo. L’assedio si è svolse durante il matrimonio di Humphrey IV di Toron e di Isabella di Gerusalemme. In questa occasione Saladino, dopo alcune trattative, con un gesto cavalleresco decise di non concentrare l’attacco con le sue macchine d’assedio sulla camera dei novelli sposi, ma solo sul resto del castello. L’assedio fu poi terminato da re Baldovino IV. Dopo la battaglia di Hattin nel 1187 Saladino assediò il castello di Karak di nuovo, conquistandolo infine nel 1189. Nel 1263 d.C, il sovrano mamelucco Baybars ampliò e costruì una torre all’angolo nord-ovest. Nell’anno 1840, Ibrahim Pascià d’Egitto conquistò il castello e distrusse gran parte delle sue fortificazioni. Durante il periodo ottomano, Karak svolse un ruolo estremamente importante grazie alla sua posizione strategica, all’incrocio tra l’Arabia Saudita, l’Egitto e la Grande Siria. Stilisticamente si tratta di un notevole esempio di architettura crociata, un insieme di stili europei, bizantina e araba. Le sue mura sono rafforzate da torri rettangolari e sporgenti, volte in pietra lungo le gallerie illuminate solo da strette feritoie, inoltre contiene un profondo fossato da ovest che isola completamente il luogo. Nella parte inferiore del castello di Karak c’è il Museo archeologico, aperto nel 2004 dopo i lavori di ristrutturazione. Questo museo ci fa conoscere la storia locale e l’archeologia della regione di Karak – la terra di Moab – dalla preistoria fino al periodo islamico, la storia dei crociati e dei musulmani nel castello di Karak e città.

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